Vi aspetto sabato mattina, in diretta con gli Airway e il loro EP Diagonali.
Stay tuned, my friends!

Il prossimo sabato gli Elizabeth saranno graditi ospiti a Senza Filtro!
Chiacchiereremo con Matteo Montanari del loro primo (e bellissimo) album, Ruggine.
Vi aspetto in onda!

…all’anno che verrà!

Posted: 29 dicembre 2011 in Pensieri, Poesia

Userò le parole di un piccolo e insieme grande scrittore italiano.
La loro forza inaspettata, dolcissima e cruda, a tratti scomoda eppure vera.
Ne modificherò solo qualche cifra qua e là, per questa piccola, accorata dichiarazione d’intenti.

“…ti scasserò, 2012, ti ruberò il sole, le stelle, ti prosciugherò l’acqua di mare, ti ruberò la pioggia e la nasconderò per far posto al sole.
Ti occuperò, 2012, sarai la mia scuola, la mia università, ti contesterò se vedrò che hai cattive intenzioni, ti barricherò, ti calpesterò perché voglio luce, voglio amore, voglio ridere.
Ma non ridere e poi tacere. Voglio ridere per sempre.
Per fottere l’angoscia, la malinconia, la noia, la pioggiabattente, il malditesta e i silenzi interrotti dalle macchine che passano di sotto.
Ti farò affondare, 2012, e come un iceberg ti sorprenderò.
Sarai il mio Titanic. Sarai uno scoppio, una bomba, un boato, una festa, fuochi pirotecnici.
Sarai un amico, un fratello, un tesoro.
La mia isola deserta ed io il tuo Robinsoncrusoè.
E insieme aspetteremo Venerdì…”.

Buona vita, amici miei.
Daniele



Tra qualche giorno sarà Natale. E chissà quante pagine, quante parole, quante emozioni sotto l’albero…
Un libro è il risultato della fatica e dello sforzo di un uomo. Più o meno riuscito, è il tentativo di condensare – nero su bianco – il pensiero, le emozioni, l’esperienza della vita o della ricerca di un individuo.
Un libro non è intrusivo: espone con garbo i suoi contenuti, e lo fa in maniera discreta, invogliando (oppure no…) alla lettura, e permettendone in ogni momento l’interruzione o la continuazione.
In questo senso, parla di sé ad ogni pagina, evidenziando nell’esposizione stessa il proprio valore, attraverso ritmo, stile, narrazione e contenuti.
Un libro può essere chiuso, e riaperto tempo dopo nello stesso punto (e che dire della dolcezza del gesto di porre un segnalibro a suggello di una pagina appena gustata?). Può essere interrotto nella lettura per qualche istante di riflessione o ripercorso nelle frasi precedenti, a sottolineatura di un passaggio, di un’emozione, di un’idea improvvisamente sorta da un subconscio che “legge tra le righe”. Può essere tenuto – aperto – sulle ginocchia per una pausa di silenzio, d’introspezione, senza che la magia del testo ne abbia a soffrire, talvolta anzi crescendo in espressione proprio nelle pause, quasi che il bianco intorno alle forme dei caratteri prenda il sopravvento come
verità più ampia che sottende alle forme possibili.
Un libro è un mondo che si dispiega e s’adatta alla sostanza di noi lettori.
I suoi significati sono infiniti, e lievitano nell’animo e nell’esperienza di chi legge, andando a colmare spazi vuoti in attesa, domande inespresse, squarci di memoria, intimi scrigni di sentimento, interstizi di nostalgia.
Un libro può essere un amico sincero e discreto, che aiuta a indagare in sé, senza mai sovrapporsi, senza pretendere nulla in cambio. Può essere, nel silenzio di una notte quieta, l’aratro che scava un solco nel cuore indurito dal giorno, o – più semplicemente – il traghettatore che conduce la mente affaticata alle porte del sogno.
Un libro, infine, è un oggetto concreto, con un peso, una forma, un aspetto, un odore.
Può essere portato con sé, regalato ad un amico, strapazzato o trattato con cura, e alla fine riposto su uno scaffale, per essere ricordato o dimenticato. Accade, spesso, di riprenderlo dopo molti anni e, aprendolo, di
assistere a uno strano miracolo: quel testo ci ha atteso, ci ha lasciato correre nel mondo a cercare risposte, emozioni, esperienze; e ora ci offre, come per caso, con la discrezione semplice della sua
pagina ingiallita, quella stessa risposta che anni prima non potevamo ancora capire. Era lì, già scritta da prima, per quell’uomo o quella donna che siamo diventati ora.
E tutti sappiamo – ma nessuno osa dirlo – quante volte abbiamo richiuso un libro con un gesto affettuoso, posandolo come una carezza.
Se ancora pensate a cosa regalare quest’anno, acquistate un libro. Regalerete un’emozione!
Daniele

Crugna & me…

Posted: 25 novembre 2011 in Personali
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Si torna in onda!

Posted: 12 novembre 2011 in Eventi, Musica
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l’attesa è finita, finalmente!
E’ con tanta emozione – e altrettanto smisurato piacere – che vi comunico ufficialmente l’inizio della sesta stagione di Senza Filtro, il programma di Daniele Sacco (…che poi sarei io!).
Dal 19 novembre 2011, vi aspettiamo ogni sabato dalle 10 a mezzogiorno (nuovi orari) sulle frequenze pugliesi di Studio 100 Radio, la più antica e prestigiosa emittente radiofonica tarantina, una vera e propria icona per più di una generazione di ascoltatori.
Vi aspetto in onda…


…la notte delle streghe!

Posted: 31 ottobre 2011 in Eventi, Musica

Un’antica leggenda celtica narra che gli “spiriti erranti” di chi è morto durante l’anno tornino indietro in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo!
Ovviamente i vivi non volevano essere posseduti… Ragion per cui i contadini dei villaggi rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini, ed i loro corpi orribili mascherandosi da mostri e vagando tra le abitazioni per mettere in fuga gli spiriti che avessero inteso violare la loro tranquilla esistenza.
Successivamente, i Romani fecero proprie queste antiche pratiche. Tuttavia, con l’andare del tempo, svanì la paura di essere posseduti dagli spiriti e rimase solo l’allegra tradizione di mascherarsi…
Quella da molti ritenuta una festa tipicamente americana, dunque, altro non è che un antico rituale europeo: solo intorno al 1840, gli emigranti irlandesi in fuga dalla carestia che aveva colpito la loro patria esportarono negli USA la tradizione della “notte di Halloween”…
Ed il resto è storia!
Perché vi racconto questo?!?
Beh, perché la notte, e con lei i suoi misteri, mi ha sempre affascinato, lo ammetto…
E poi perché, in fondo, è così bello sentire l’odore dei vecchi libri d’incantesimi, ogni tanto!
In un mondo sempre più freddo ed “essoterico”, in cui ci si è dimenticati quasi del tutto della nostra metà irrazionale e del suo bisogno continuo di nutrirsi di fantasia, tradizioni come quella di Halloween ci riportano ad un’epoca in cui l’uomo e la natura erano più vicini l’uno all’altra… Forse si conoscevano un po’ meno, ma di certo si amavano di più!
Quello che ci vuole stasera è un po’ di musica giusta
Per fantasticare un po’ di quel tempo andato, in cui – probabilmente – avrei fatto un giretto in compagnia di una bella strega sulla sua scopa volante (…sapete che, contrariamente all’iconografia classica, la scopa va “inforcata” al contrario, con la parte di saggina rivolta sul davanti?!?), e la mia gatta Crugna (…che ha gli occhi più gialli di Cagliostro…) sarebbe stata non già bianca e nera com’è, bensì tutta dipinta del colore della notte!
Buon Halloween, e non smettete mai di sognare…

Ci sono album che mi emozionano così tanto da sentire il bisogno di condividerli con gli amici più cari…
E’ il caso di “Variazioni sul tema“, capolavoro (e ultimo nato) della bravissima Rita Marcotulli, magistralmente eseguito con Javier Girotto e Luciano Biondini.
Se, sul piano esecutivo, è fuor di dubbio che questo splendido CD attinga la propria forza da tutte e tre le entità in campo (alle quali si aggiunge lo stesso Pasquale Minieri, marito di Rita Marcotulli, con le sue sempre calibrate ed essenziali pennellate elettroniche), è innegabile che la prima responsabile dell’opera sia la pianista romana, autrice di tutti i temi tranne “I due ubriaconi” (duetto Girotto/Biondini), nonché demiurga indiscussa delle atmosfere, così squisitamente sue, che innervano il lavoro.
L’avvio è quieto, vaporoso, in prevalenza rimbalzato fra pianoforte e fisarmonica (fisiologicamente più presenti, nel totale, dei sassofoni girottiani): da subito si respira un’eleganza assoluta, senz’altro beneaugurante.
Dopo il citato duetto tutto al maschile, si va comunque al cuore (anche proprio qualitativo, e per ampiezza) del disco con “L’amore fugge“, nelle cui maglie Girotto s’insinua al baritono (più spesso lo si ascolta al soprano, lo strumento che del resto più lo caratterizza, con quel suono tirato, struggente, inconfondibile), il tutto miscelando con grande abilità dinamismo e morbidezza.
Gli afrori del tango, che il mantice di Biondini sparge con generosità lungo tutto il disco, iniziano a farsi massicciamente avvertibili in “Vanità“, che sfocia del tutto naturalmente nel “Piccolo Principe“, altro pezzo da novanta, fra sospensioni visionarie e impennate repentine.
Non da meno è “Nothing Lasts for Long“, di un descrittivismo dolente, accentuato dal pathos lirico emanato a pieni polmoni dal soprano di Girotto.
Dopo l’arioso “I danzatori delle stelle“, ecco il tango lieve di “Vanità apparente“, in avvio per il solo Biondini, cui poi si aggiungono i compagni in una sorta di elegante, vivace fugato in cui la penna di Rita si avverte con assoluta chiarezza, verso una danzabilità che si fa ancor più marcata in Bambini nel tempo, mentre il solo pianoforte attraversa il breve “Interludio” che segue, sorta di ponte verso l’accoglimento della fisarmonica per Nel mare colore del vino, fino all’epifania conclusiva col brano che intitola il disco, episodio quanto mai variegato, e come tale sorta di quintessenza dell’intero lavoro.
Che altro dirvi se non… buon ascolto!
Daniele

Nuovi podcast su iTunes!

Posted: 10 ottobre 2011 in Eventi

Reloaded, il podcast di Senza Filtro, è di nuovo su iTunes Store.
Con una nuova sezione, ancora più ricca e accessibile.
Se vuoi ascoltaci in mobilità, senza far altro che collegare il tuo iDevice al computer, abbonati subito – in maniera assolutamente gratuita – su iTunes Store.
Stay tuned!